Contest "Che tacco sei?"

In data 22 maggio 2026 la classe 1E del Liceo Statale Ernesto Cairoli si è recata presso villa Recalcati di Varese per partecipare alla premiazione del concorso “Che Tacco Sei?” indetto dalla Fondazione Felicita Morandi con il supporto della Provincia di Varese. 

Il concorso è stato tenuto in occasione della mostra “Tacco 12”, presentata nella medesima villa durante il mese di marzo. La mostra consisteva nell’esposizione di scarpe di vario genere indossate da donne vittime di violenza domestica, assistita e psicologica: non solo scarpe col tacco, ma anche ciabatte, scarpe sportive, sandali e ballerine. Questa scelta artistica mira a spiegare come una donna può subire violenza indipendentemente da ciò che indossa, contrariamente al pensiero socialmente diffuso secondo il quale un abbigliamento “succinto” risulti provocante e sia la motivazione dell’abuso. 

L'obiettivo finale dietro l’intera mostra è di trasmettere un messaggio di speranza rivolto a tutte le donne per le quali, subita una violenza, è sempre possibile risollevarsi e non darsi mai per vinte. 

Insieme alla realizzazione della mostra è stato indetto un concorso intitolato “Che Tacco Sei?” nel quale i partecipanti erano invitati a riflettere sull’attuale condizione della donna attraverso la realizzazione di un’opera artistica a loro scelta.

La classe 1E ha partecipato al concorso divisa in otto gruppi che hanno presentato altrettanti elaborati. Due dei lavori realizzati hanno ricevuto la menzione di merito, mentre altri due hanno conseguito la vittoria del “Cuore d’Oro”, premio messo in palio dall’associazione Felicita Morandi in occasione del ventennale dalla fondazione.  

Il gruppo formato da Ginevra Bretone, Samanta Dallachiesa, Misaele Rovera e Leonardo Perone ha deciso di presentare come elaborato un quadro e ha ricevuto la menzione di merito. Questo raffigura una donna che, trovandosi in una stanza, vede davanti a sé cinque specchi. Gli specchi possono essere distinti in uno centrale, che non simboleggia altro che il passato tormentato della donna e in quattro specchi angolari disposti a due a due attorno allo specchio centrale. Al di sotto di ogni specchio angolare vi è un paio di scarpe che indica una strada che la donna è libera di intraprendere senza dover sentire alcuna pressione di qualsiasi tipo addosso. 

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Il gruppo formato da Bianca Marazzini e Diletta Calabrò ha realizzato un video composto da scene prese da diversi film, in cui si vedono alcune donne che indossano diversi tipi di scarpe come scarpe con tacchi, pattini o stivali, per dimostrare che possono fare tutto indipendentemente dal loro abbigliamento. Anche questo elaborato ha ricevuto la menzione di merito, in quanto un filmato è il mezzo più immediato per esporre un concetto tramite i social media. 

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Il gruppo formato da Leonardo Ambrosetti, Viola Bocchi, Martina Piluso, Alessia Scodro e Francesca Valeri ha realizzato un collage il cui titolo è “A piccoli passi”. Nell’opera è rappresentata una scritta che coincide con il titolo, realizzata con fogli di giornale. Al centro è presente una scarpa con il tacco, simbolo della lotta delle donne per la parità di genere. La scritta è circondata da parole o titoli ritagliati dai giornali, che inquadrano la condizione attuale, sia negativa, sia positiva, della donna. Anche la cornice è stata realizzata con dei ritagli di giornale. L’elaborato è stato premiato con il riconoscimento “Cuore d’Oro” con la seguente motivazione: “L’opera si distingue per un profondo valore politico e documentale. La scelta coraggiosa di integrare frammenti di cronaca nera trasforma l’elaborato in un atto di denuncia sociale crudo e necessario. Il contrappunto tra la durezza dei fatti reali e il messaggio “a piccoli passi” offre una visione di speranza attiva, indicando che il cambiamento culturale è un cammino possibile attraverso l’impegno quotidiano”.

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Il gruppo formato da Sofia Gandini, Astrid Crowhurst e Camilla Lagi ha realizzato un testo che descrive una scena di violenza dal punto di vista del tacco. La donna, stanca della situazione in cui vive, decide di fuggire, dopo essersi resa conto di quanto le scarpe la ostacolino e allora le abbandona sulla strada. L’elaborato è stato premiato con il riconoscimento “Cuore d’Oro” con la seguente motivazione: “Si premia l’eccellenza della narrativa letteraria unita a un potente messaggio di resilienza (“non mollare”). Le autrici hanno saputo elevare la scarpa da oggetto a simbolo antropomorfico, rendendola testimone dei fatti ma anche sostegno fisico e morale della rinascita. L’opera personifica il concetto di libertà e fuga dall’oppressione, dimostrando una comprensione profonda della poetica di Tacco Dodici ”.

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Il gruppo formato da Margherita Matera e Brando Zara ha realizzato un progetto artistico integrato sul tema della violenza sulle donne. Margherita ha creato un’illustrazione simbolica: le farfalle rappresentano la fragilità e la libertà che vengono spezzate dal contatto violento, una rosa appassita richiama la perdita della bellezza e della vitalità e una serie di dati particolarmente e tristemente significativi. Brando ha accompagnato l'opera con una breve poesia che tratta del rapporto tra il tacco dodici e il desiderio di volare. La poesia sottolinea la dignità delle donne che, pur essendo state spinte a “correre” in un sistema difficile, ora rivendicano il diritto di fermarsi e riprendere il proprio volo.

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Il gruppo formato da Victoria Irene Iordaki, Giorgia Iuliano, Matilde Paternostro, Nicola Nordio ha realizzato un testo poetico prendendo ispirazione dal brano di Cecco Angiolieri “S'i' fosse foco”. Hanno scelto di prendere spunto da questo poeta poiché egli promuove una visione negativa della donna che il gruppo desidera contrastare, così da far rimanere impressa la visione di speranza contro la violenza.

Testo poetico


Il gruppo formato da Marco Ballerio, Cristina Belloni, Miruna Dipasquale, David Penafiel e Ginevra Vizzini ha scelto di scrivere un racconto per parlare della violenza di genere. Il testo vuole illustrare come la realtà delle cose non sia sempre piena di speranza, poiché, se uscire da una situazione da abuso è già difficile quando ce ne si rende conto, lo è ancora di più quando non si è neanche consapevoli di star vivendo in una situazione critica.

Nel testo ci sono diversi esempi di piccoli comportamenti tossici che spesso si sceglie di ignorare, ma che in realtà possono costituire un grande pericolo per la persona coinvolta.

Come evidenziato dal racconto, non è scontato che il tentativo di uscire da un abuso abbia un esito positivo. Bisogna ricordare la dura realtà delle cose che, per quanto noi speriamo possa cambiare, non va mai dimenticata.

Racconto


Infine il gruppo formato da Matilde Consagra ed Elisabetta Pedroni ha presentato come elaborato un disegno che raffigura un tacco bloccato da delle catene e delle donne che tentano di liberarlo: ciò simboleggia la continua lotta delle donne per liberarsi dallo stereotipo socialmente diffuso secondo il quale una donna che indossa un paio di tacchi risulti automaticamente provocante, vanitosa o interessata ad attirare attenzioni su di sé. Si riporta anche la scritta “L’arte rompe il silenzio sulla violenza di genere”.

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Articolo di Varese News