La notte nazionale del Liceo Classico - edizione 2026

notte classici 2026


Messaggio del Ministro del MIM Prof. Giuseppe Valditara per la XXII Notte Nazionale del Liceo Classico

Messaggio del Ministro Giuseppe Valditara

Messaggio Ministro MIM Giuseppe Valditara


Il Liceo Cairoli aderisce alla XII edizione della Notte nazionale del Liceo Classico. L'iniziativa, che si terrà il 27 marzo a partire dalle ore 18:00, coinvolgerà studenti e docenti del liceo. L’evento, nato da un’idea del prof. Rocco Schembra, docente di Latino e Greco presso il Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale (CT), attualmente in servizio come ricercatore di Filologia classica presso l’Università di Torino, sostenuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Associazione Italiana di Cultura Classica, prevede che i licei aderenti aprano le loro porte alla cittadinanza, in modo tale che gli studenti si esibiscano in tutta una serie di performance legate ai loro studi e alla esaltazione del valore formativo della cultura classica.P

Quest’anno gli studenti dei licei classici che aderiscono alla XII edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico sono chiamati a riflettere sul seguente tema e ad allestire performances in coerenza con esso.

Homo sum...

Il nostro tempo è attraversato da guerre, odi, violenze visibili e invisibili: ci muoviamo tra conflitti che incendiano il mondo, ma anche ferite quotidiane che cancellano il volto dell’altro, ne umiliano l’identità, dal bullismo al femminicidio alle pressioni psicologiche, fino al rischio di un’umanità smarrita nella fredda logica delle macchine e dell’intelligenza artificiale. È un tempo che ci chiede con forza: che cosa significa oggi essere uomini?

Non c’è una risposta unica, ma un’eredità che ci interpella: i classici ci hanno consegnato una parola, humanitas. Essa non è una definizione chiusa, ma un invito ad aprirsi all’altro, a riconoscere nell’incontro, nell’ascolto e nella diversità la sostanza stessa dell’essere uomini. È un orizzonte di senso che non smette di chiederci responsabilità, dignità, compassione.

“I care”, scriveva don Milani: “mi sta a cuore”, “mi riguarda”. Lo aveva detto già Terenzio: “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”. Nessuna vita, nessuna sofferenza come nessuna speranza può essere estranea all’uomo. Primo Levi ci ha ammonito a riconoscere l’umano in ogni volto; John Donne ci ha ricordato che nessuno è un’isola; Diogene ancora ci chiede, con la sua lanterna: “dove sei, uomo?”.

Leggere i classici oggi significa rispondere a questa domanda antica e sempre nuova, aprire la porta allo straniero, dare ospitalità a un sopravvissuto, ascoltare la voce di chi, da lontano, continua a insegnarci come vivere insieme. La Notte Nazionale del Liceo Classico raccoglie questa eredità, trasforma i testi e le idee in parola viva, gesto, performance. L’humanitas, così, non è un relitto del passato, ma la radice vivificante che ci tiene uniti, ieri come oggi, e che, sola, può dare speranza al futuro di tutti.


L'immagine della locandina

A rappresentare visivamente il tema dell’edizione 2026 è la locandina realizzata dall’artista Valeria Sanfilippo, un’opera dal forte impatto simbolico che si propone come un vero e proprio manifesto dell’humanitas. Al centro della composizione appare un neonato adagiato in un nido di foglie, tra i rami di un albero e avvolto da una luce tenue sotto la corolla di un fiore. Il bambino rappresenta l’umanità nella sua forma più pura e fragile: promessa di futuro, vita che chiede protezione e cura. La luce che lo circonda rimanda al logos, alla ragione e alla conoscenza, strumenti attraverso cui l’uomo può opporsi alla violenza e al caos del mondo. Accanto al neonato si stagliano figure solari antropomorfe che lo proteggono con dolcezza, evocando una tutela collettiva che richiama il ruolo della cultura, dell’educazione e della comunità nel custodire e far crescere l’umanità. Il contrasto con la parte inferiore dell’immagine è netto e drammatico: città in fiamme, armi, soldati indistinti, vite spezzate. È la rappresentazione della barbarie contemporanea, della perdita di senso e della distruzione che minaccia la civiltà. Tra questi due poli – luce e oscurità – emergono volti sospesi, segnati dal dolore e dalla paura: coscienze ferite che rappresentano la memoria dell’umanità e il monito a non dimenticare. L’elemento che unisce l’intera composizione è l’albero, simbolo archetipico della tradizione classica. Le sue radici affondano in una terra segnata dalla guerra e dalla devastazione, ma restano capaci di generare vita. Proprio tra quelle radici brilla un seme, simbolo della physis, il principio vitale che può germogliare solo se custodito e protetto. Il messaggio dell’opera è chiaro: l’umanità non è un dato acquisito una volta per tutte. Deve essere coltivata, difesa e trasmessa. Il seme nelle radici, il bambino tra i rami e l’albero che li collega costruiscono una potente metafora del tempo: passato, presente e futuro sono legati da un filo continuo. Se le radici vengono recise, nessuna umanità futura potrà fiorire. In questa prospettiva, il liceo classico emerge come un luogo di custodia e rinnovamento dell’humanitas: non un museo del passato, ma uno spazio vivo in cui il patrimonio culturale degli antichi diventa seme di coscienza critica, responsabilità etica e rispetto dell’altro.


Programma

Si allega il programma degli eventi che si terranno presso il nostro liceo a partire dalle ore 18:00 e fino alle ore 23:00.


Rassegna stampa

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Allegati

Programma di "La notte del Liceo Classico" - edizione 2026

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Notte nazionale del Liceo Classico - marzo 2026
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